venerdì 8 agosto 2014

PROFUMO DI DONNA





 Le donne... Sai cosa ti dico? Chi le ha create... Dio deve essere proprio un genio. I capelli, i capelli sono tutto, lo sai? Hai mai affondato il naso in una montagna di capelli sognando di addormentartici sopra? O le labbra: quando toccano le tue è come il primo sorso di vino dopo che hai attraversato il deserto... Le tette, belle tettone, tettine, capezzoli, capezzoli che ti puntano addosso come baionette innestate... E le gambe, non importa che siano colonne greche o gambe di pianoforte: è quel che c'è in mezzo il passaporto per il Paradiso [...]. Sì, signor Simms, ci sono solo due sillabe sulla faccia di questa Terra degne di ascolto: fica."

Tratto dal Film "profumo di donna" con Al Pacino nei panni del Tenente Colonello Frank Sladeon



"Profumi" di  King Simon


Una tendenza orientale, in particolar modo nipponica è quella di collezionare le mutandine usate dalle liceali. Per le strade di Tokio potrete trovare negozi e distributori automatici di mutandine usate originali e garantite. Sono disponibili una vasta gamma di aromi e profumazioni come "Essenza di Marchese", "Candidosi in fiore", "Cavolo a mezzanotte" o l'inebriante "Sette anni senza bidet".
Ho letto sul web di una ragazza dove il suo coinquilino gli chiedeva le sue mutandine usate in cambio della retta mensile dell'affitto.
Per non parlare di quello che ho letto nei vari forum dove uomini confessano di tuffare il naso nel cesto della biancheria e annusare di nascosto le mutande della sorella, della mamma e della cognata.(spero che lascino in pace le nonne)

Ragazze quindi se volete qui scatta il businnes:
cavallotti odorosi a pagamento.











L’olfatto è un senso muto, non ha voce: chi infatti riesce a descrivere un odore ad una persona che non lo ha mai sentito?  Non a caso, se dobbiamo descrivere ciò che percepiamo con il senso dell’odorato, cerchiamo di riferirci alla fonte dalla quale un odore proviene, e non all’odore stesso. 
La migliore descrizione che possiamo dare di un odore è assimilarlo a qualche altro odore (profuma di lavanda, di freschino, di terra bagnata, di sandalo ecc.). 
Eppure l‘odore corporeo gioca ancora un ruolo importantissimo in molti aspetti della nostra vita di relazione, sia nel bene, che nel male. Ogni persona infatti ha un suo odore naturale, che la caratterizza fortermente. Possiamo ad esempio riconoscere a chi appartiene un maglione, attraverso l’odorato. 
A differenza di quanto accade per gli animali infatti, negli esseri umani l’odore ascellare è molto superiore a quello dell’organo sessuale, o di qualunque altra parte del corpo.










 Gli odori naturali, provenienti dalle ascelle, non sempre sono piacevoli e si fa del tutto per nasconderli, avendo molto pudore di farli sentire ad altre persone. Per questo si utilizzano profumi, saponi e deodoranti, che cancellano l’odore naturale e diffondono altri aromi.
Questo accade soprattutto per le donne, che per essere più sexy vogliono profumare come i fiori, come i frutti, le essenze… 
Tutto, purché non ci si senta odorare di ‘essere umano’… 
Per gli uomini la cosa è diversa: sebbene oggi anche gli uomini siano diventati forti consumatori di cosmetici e profumi ed anche loro abbiano cominciato a tenere molto all’igiene e alla cura del corpo, sembra che molte donne si sentano particolarmente attratte dall’uomo che puzza, emanando un odore considerato molto virile, da vero macho.
Oltre che nelle ascelle, le ghiandole che producono gli odori sono situate nel viso, nello scalpo, nella regione ombelicale dell’addome. E naturalmente negli organi sessuali.
L’odore degli organi sessuali femminili è molto forte e dunque agisce come un forte richiamo per gli uomini. Tuttavia, proprio per questo motivo, una scarsa igiene personale può portare all’effetto opposto. 
Non dobbiamo dimenticare che, dietro il concetto idealizzato della femminilità, si cela il disgusto ancestrale per l’odore delle donne, in particolare per l’odore del mestruo che, nei miti e nelle leggende tramandate nella cultura popolare, avrebbe la capacità di inaridire i campi, rovinare gli specchi, far arrugginire il ferro e far impazzire i cani…
La donna che emana odori disgustosi insomma, tradisce l’ideale di femminilità eterea e si avvicina piuttosto alla strega malefica.
L’odore del resto non è solo un fenomeno fisiologico, ma ha anche un valore simbolico, per cui tutto quello che ha un buon odore è buono, tutto quello che ha un cattivo odore è cattivo. Non a caso, i ricchi, da sempre, ‘profumano’ ed i poveri ‘puzzano’; il diavolo odora di zolfo, mentre gli angeli sono sempre accompagnati da un profumo ‘celestiale’...









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È noto a tutti che la percezione degli odori è mediata da un sistema neuronale che ha la sua origine nel naso. Esiste però un sistema olfattivo parallelo, a quello principale, che prende il nome di sistema olfattivo accessorio, deputato al riconoscimento di sostanze particolari prodotte da altri individui della stessa specie, dette feromoni.  

Il ruolo principale dei feromoni è di influenzare il comportamento sessuale

Sono sostanze prodotte dal corpo (dalle ghiandole presenti in bocca, ascelle, seno, area genitale), capaci di provocare una risposta comportamentale. Ci sono i feromoni definiti “di segnalazione veloce” e quelli ad azione ritardata. I primi inducono cambiamenti immediati nella persona che li “riceve”, scatenando atteggiamenti diversi: attrazione, eccitazione, allarme, paura, aggressività. Non solo. Mediano i principali comportamenti sociali all’interno di un gruppo: aggregarsi, disperdersi o difendersi. E poi, il loro ruolo principe nell’attrazione sessuale.
I feromoni ad azione ritardata agiscono fin dalla vita perinatale, ma condizionano anche la vita adulta attraverso la memoria olfattiva, uno dei pilastri della compatibilità affettiva e sessuale.






 

feromoni sessuali

Una categoria di segnali odorosi prodotti dagli animali, umani compresi, ha una funzione sessuale. La produzione di questi feromoni s’iscrive nel contesto di un processo primordiale, la selezione sessuale.
La selezione sessuale ha vari aspetti, i principali sono la scelta del partner, la competizione tra individui dello stesso sesso per la conquista del partner e la competizione per arrivare per primo al partner potenziale. Tutti questi meccanismi possono essere influenzati o a volte interamente regolati dalla comunicazione feromonale.
Nel processo riproduttivo, la femmina investe molto di più del maschio. Lo sforzo della produzione di sperma non è paragonabile con quello richiesto dalla maturazione dell’ovulo che dura spesso fino alla nascita del piccolo. Perciò la femmina ha una capacità riproduttiva molto limitata mentre il maschio può cercare di trasmettere i suoi geni fecondando ben più di una sola femmina durante la sua “stagione riproduttiva”.
Questo fatto biologico è all’origine della competizione universale tra i maschi per conquistare le femmine. E’ quindi la femmina a sceglier il maschio fra i corteggiatori in funzione di criteri quali l’apparenza fisica, la voce e sicuramente anche il suo odore.
In effetti il processo di riproduzione è un vero duetto di comunicazione olfattiva che inizia con la femmina che pubblicizza con il proprio odore la sua disponibilità all’accoppiamento ed il suo stato di ovulazione. Questo feromone stimola sia il comportamento sessuale del maschio che la sua produzione di sperma.
Il comportamento sessuale del maschio comprende a sua volta la produzione di feromoni che hanno le funzioni di comunicare alla femmina informazioni che la aiuteranno nella scelta del partner: stato di salute, maturità sessuale, compatibilità genetica ed anche il rango nella gerarchia sociale del gruppo. Spesso i maschi dominanti producono un feromone che li identifica come tali e non è detto che questo, in una certa misura, non sia il caso anche nella specie umana.
Il feromone del maschio dominante è prediletto dalle femmine e, in alcune specie, agisce anche sugli altri maschi del gruppo inibendo il loro comportamento sessuale.
Un esempio che illustra bene questo è quello del serpente rosso. Quando la femmina esce dalla tana in primavera è immediatamente circondata da un centinaio di maschi attratti dal suo profumo (un feromone). Nel groviglio che si forma, i maschi cercano di accoppiarsi con la femmina. Appena uno di questi ci riesce, rilascia feromoni che fanno disperdere rapidamente gli altri.
Nella natura, l’odore feromonale del maschio non solo lo identifica, ma rivela il suo valore intrinseco: la sua compatibilità genetica, il suo stato di salute, la sua dieta, il suo stato di maturità sessuale ed anche il suo statuto sociale all’interno del gruppo. Queste informazioni permetteranno alla femmina di scegliere il partner più appropriato fra i suoi corteggiatori.
I feromoni non influenzano solo l’odore, ma anche il gusto: ecco perché se l’odore del partner piace, piace anche il gusto dei suoi baci. L’affinità gustativa e olfattiva la dice lunga sulla prognosi sessuale della coppia: si può litigare da giorno a sera, ma se l’odore e il gusto piacciono l’intesa sotto le lenzuola è buona; si può andare d’accordo su tutto, ma se l’odore e il gusto non piacciono (o non piacciono più), la prognosi sessuale è riservata.






Un grazie al King per il disegno personalizzato e raffinato nel suo stile di uomo galante, a tutti quelli che mi stanno sostenendo in questo mio progetto che mi sta dando tante soddisfazioni ma anche tanti problemi perchè a quanto pare una donna che parla liberamente di sesso nel 2014 è vista ancora con sospetto o con disprezzo.
Io comunque vado avanti.



1 commento:

  1. Vai così che sei bravissima. Non ti ho parlato di La Vey e del suo talismano odoroso per attrarre gli uomini. . . Love

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