mercoledì 30 dicembre 2015

LE CINQUE DITA DEL PIACERE.




Dopo aver passato le festività natalizie dove tutti come ogni anno abbiamo finto di essere più buoni, ecco il post giusto per sfogare le nostre tensioni, frustrazioni o semplicementeper il piacere di lasciare una cinquina sulla chiappa della vostra lei o del vostro lui. 
C'è chi gradisce, chi fa finta di lamentarsi oppure chi soffre in silenzio per paura di disturbare.
Sta di fatto che la sculacciata ha origini antichissime sia come punizione che come pratica erotica dove vedremo qui sotto prendere il nome di Spanking.
Con questo post chiudiamo l'anno 2015 e noi di sessualmentemangiando  torneremo più carichi che mai con nuovi argomenti alcuni già in caldo e nuove collaborazioni.
Ovviamente vale sempre il detto che chi tromba l'ultimo dell'anno tromba tutto l'anno ma è anche vero che chi fa da sè fa per tre.

Ultima raccomandazione: "Non smettete mai di essere curiosi"



Illustrazione di Luis Quiles

Spanking: la sculacciata erotica

La sculacciata può anche coinvolgere la sfera sessuale dato che le mani e lo sguardo dello sculacciatore si trovano necessariamente molto vicini ai glutei e all'organo sessuale della vittima. Quando è un uomo a sculacciare una ragazza (oppure una donna con un ragazzo) e magari viene richiesta la nudità della vittima, è inevitabile che si crei una situazione di eccitazione sessuale di uno dei due o di entrambi.
In questo caso è più corretto ricorrere alla lingua inglese per differenziare la sculacciata (punizione) dallo spanking (gioco sadomaso), il quale può essere preceduto dalla pratica del figging. Così la sculacciata perde l'aspetto di punizione ed assume una valenza erotica, quando sia lo "sculacciatore" che lo "sculacciando" sono persone adulte consenzienti. Può trattarsi di un gioco erotico della coppia che precede il rapporto sessuale vero e proprio.
Questo tipo di pratica (detta appunto spanking in inglese e fessée in francese) è stata celebrata dal film francese La fessée del 1976 del regista Burd Tranbaree, dal film italiano La sculacciata del 1974 del regista Pasquale Festa Campanile con Sydne Rome; dalla canzone Hanky Panky del 1990 della cantante Madonna con il relativo videoclip; dai libri L'arte della sculacciata del 1989 di Jean-Pierre Enard con le illustrazioni di Milo Manara, Elogio della sculacciata del 1997 di Jacques Serguine e Sculacciate e sculacciati del 2000 di Paul Stoves.




 
Le origini, la portata ed il "valore" da attribuire alla sculacciata come consensuale pratica erotica rimangono in gran parte occultati ai più, e la sua storia, esistente fin dalle epoche più remote, quasi del tutto sconosciuta. Raffigurazioni di flagellazioni a scopo sessuale si trovano all'interno di tombe etrusche databili al VI secolo a.C., denominate per l'occasione Tombe della fustigazione.
Famose sono poi Le confessioni di Jean-Jacques Rousseau della seconda metà del Settecento in cui il filosofo, nel primo capitolo dell'opera, parlando della sua infanzia racconta di quando fu sculacciato per la prima volta dalla cameriera di casa per una marachella commessa: da allora e per tutta la vita seguitò poi a cercar questa (a suo dire) deliziosa forma di punizione che doveva essergli inflitta rigorosamente da una giovane donna.
"La Signorina Lambercier, nostra tutrice, esercitava in tutto su di noi l'autorità di una madre, anche per infliggerci la punizione classica data ai bambini... Chi avrebbe mai detto che questa disciplina infantile, ricevuta all'età di otto anni dalle mani di una donna di trenta, dovesse influenzar così tanto le mie propensioni, i miei desideri, tutte le mie passioni per il resto dell'esistenza... Cadere ai piedi d'una padrona imperiosa ed esser messo sulle sue ginocchia, del tutto inerme e scoperto a lei,obbedendo ai suoi ordini ed implorando perdono, sono stati per me i godimenti più squisiti; e più il mio sangue s'è infiammato sforzandosi in fervide fantasie e più ho acquisito l'aspetto d'un amante piagnucolante"
Il marchese De Sade descrive questa pratica nei suoi romanzi, così come lo scrittore austriaco Leopold von Sacher-Masoch. Per avvicinarsi a tempi più recenti, la stragrande maggioranza della pornografia inglese dell'epoca vittoriana è costituita da centinaia di migliaia d'incisioni e fotografie di donne e uomini frustati e/o sculacciati. Ma non mancano neppure, per tutto l'800 (quando i giochi di sottomissione sessuale d'un uomo verso la donna eran definiti come vizio inglese) molteplici e variegate rappresentazioni letterarie di flagellazione (birching)e spanking: i romanzi erotici dell'epoca The whippingam papers, The birchen bouquet ed Exibition of female flagellants, assieme all'opera buffa pornografica Lady Bumtickler's revels hanno alimentato le fantasie d'intere generazioni.
Di molti personaggi noti è stata scoperta, solo dopo la morte, questa loro predilezione e gusto particolare, tra cui il più famoso di tutti è certamente T.E. Lawrence (Lawrence d'Arabia). Un moderno romanzo francese del 1988 è intitolato L'arte della sculacciata. La sculacciata è presente spesso e volentieri nella letteratura erotica, passata e contemporanea


 IL BIANCONIGLIO SCULACCIA LA PICCOLA ALICE


Illustrazione di Luis Quiles tratta dal libro Revolutionary road - 001 EDIZIONI




In altre culture sculacciare le donne fino ed oltre l'età adulta, da parte del maschio capo famiglia (padre, marito, fratello maggiore) continua ad esser ancor oggi uso e costume comune ed approvato di disciplina domestica. È difatti convinzione che l'uomo in quanto guida dell'istituzione famiglia abbia il diritto, oltre che il dovere, di punire adeguatamente moglie e figli quando se ne presenti il giusto motivo.
Nella maggior parte dei paesi occidentali moderni, questa pratica di coercizione fisica ha finito col tempo per esser considerata illegittima, oltreché socialmente inaccettabile, in quanto violenza domestica e abuso. Punizioni corporali di routine da parte di mariti nei confronti delle mogli esiste tuttavia in alcune parti del mondo in via di sviluppo (e si verifica ancora, in casi isolati, anche nei paesi occidentali).
È rimasta al giorno d'oggi come modo consensuale di erotizzazione del rapporto di coppia in ambito privato e che prelude al sesso più completo; il suo uso è specifico all'interno della galassia SM più soft
Il tipo più comune di spanking viene somministrato sulle natiche scoperte: è eseguito principalmente usando le mani nude, ma spesso ci si può avvalere anche di una varietà di strumenti specifici quali: palette, canne di legno o cuoio, cinture, righelli scolastici, frustini, (Paddle, Cane, Hairbrush, Ruler, Strap); ma anche altri strumenti sono molto popolari, tra i quali possiamo certamente citare rami flessibili di betulla, fruste e frustini, scarpe da ginnastica o zoccoli, spazzole per capelli, padelle da cucina, giornali arrotolati ed infine anche il martinet (un flagello a più strisce di pelle dura).



Costume da spanking

La spank skirt (gonna da sculacciata) ha un'apertura aggiuntiva sul retro progettata espressamente per esporre più facilmente e velocemente il sedere al momento dello spanking: tipicamente aderente e realizzata con materiali di pelle sintetica (PVC, lattice), è considerata una delle vesti classiche del fetish in ambito BDSM.





Una spank skirt, un capo di abbigliamento utilizzato in questo tipo di giochi erotici.



Posizioni

La posizione classica è quella Over the Knee(OTK), ovvero con il partner sottomesso alla sculacciata (Spankee) posto sulle ginocchia del partner dominante sculacciatore (Spanker). Altre posizioni vedono colui, o colei, che riceve la sculacciata appoggiato alla spalliera di una sedia o poltrona con il busto piegato in avanti a 90°, oppure toccarsi le caviglie con le mani, o in tante altre posizioni anche in relazione allo strumento utilizzato.
La posizione può anche esser scelta per aumentar certi effetti specifici, quali l'aumento dell'umiliazione e del sentirsi completamente alla mercé dell'altro; questi sentimenti s'aggiungono così alla semplice sofferenza fisica, accrescendo alla fine il soddisfacimento.

Ruoli

Quando sono gli uomini che sculacciano le donne (M/F = Male on Female) a volte richiedono ch'esse si travestano da studentesse, oppure che giochino a fare la "sorellina", la "segretaria", l'"infermiera" interpretando fino in fondo un ruolo che rende tutto più eccitante. In questi giochi la donna viene sculacciata per punizione, per qualcosa che ha commesso o per una mancanza. Lei inizialmente non accetta la punizione e tenta di ribellarsi ma alla fine cede ed offre il fondoschiena all'uomo per ricevere la sculacciata. Quando è invece la donna (femdom che sculaccia l'uomo (F/M = Female on Male) questa sarà la maestra o la madre severa, la domestica o baby sitter, la sorella maggiore o, nello specifico BDSM, la mistress-padrona.
In alcuni casi lo spanking può essere applicato come forma di correzione fisica all'interno di una relazione di dominazione, in cui il partner dominante, detto Master o Mistress, assume il compito di educatore o addestratore nei confronti del partner sottomesso, detto slave. In questi casi non necessariamente la pratica dello spanking comporta l'eccitazione sessuale di uno dei partner, ma può concretizzarsi in una vera e propria forma di tortura intenzionalmente diretta a provocare l'umiliazione psicologica (causata ad es. dall'esposizione imbarazzante e coattiva delle proprie parti intime al di fuori di un contesto sessuale) o il dolore fisico, anche persistente, nel soggetto che vi viene sottoposto.




L'inginocchiatoio o panca per l'esecuzione dello spanking 

 





La "panchina" o "cavallo per lo spanking" è un mobile utilizzato per posizionare lo Spankee, e può essere con o senza legacci: disponibile in varie dimensioni e stile, anche se il tipo più popolare è quello simile ad un cavalletto con la parte superiore su cui ci si appoggia imbottita ed anelli o corde ai lati per imprigionare. Familiarmente chiamato l'inginocchiatoio, in ricordo dell'uso comune medioevale monastico di fustigare o sculacciare i novizi e/o postulanti nei conventi proprio adagiandoli su un inginocchiatoio.
Teresa Berkley nel 1828 è divenuta famosa per la sua invenzione del Cavallo Berkley, un apparecchio di forma simile al cavalletto utilizzato per il salto sportivo



Aspetti psicologici

Molto cospicui sono gli studi sulla correlazione fra le pratiche di masochismo o sadismo, come lo spanking, e traumi, autolesionismo, attaccamento e abusi. Dalla letteratura psicologica e psichiatrica si evince come, al di là dei complessi profili psicologici degli interessati e delle motivazioni profonde che li possono condurre alla perversione, queste pratiche sono più spesso frequenti in soggetti di tipo borderline. In particolare, l’individuo che sceglie di assoggettarsi a pratiche di spanking, risulta mosso da un comportamento psicologico la cui causa emotiva è, a sua volta, il senso di colpa.



Un film che tratta l'argomento sculacciata in maniera soft e che vi consiglio di vedere è il film Secretary.

Secretary è un film del 2002 diretto da Steven Shainberg con Maggie Gyllenhaal e James Spader. È una commedia con elementi di humour nero, basata su un racconto breve tratto dalla raccolta di racconti Bad Behavior di Mary Gaitskill.
Lee Holloway è appena ritornata a casa da una clinica psichiatrica dopo essere stata ricoverata per autolesionismo. Determinata a volersi guadagnare un posto nella società, impara a battere a macchina e viene assunta come segretaria nello studio dell'avvocato E. Edward Grey. Una particolare sensibilità lega i due, prima professionalmente, poi personalmente.
Nel film vengono affrontati temi come la dominazione, la sottomissione e il BDSM. A questa aspirazione naturale di Lee ad (auto)infliggersi dolore si sostituirà la scoperta di un nuovo mondo. Lee diventerà il ritratto della consapevolezza sessuale, formando, infine, una felice relazione con Mr. Grey.
(che secondo me l'autrice di cinquanta sfumature di grigio si è ispirata a questo film, dove fatalità compare anche lì un Mr. Grey)

Lo sculaccione

Autore: 
Lingua: 
italiano
Originale: 
La fessée
La- Re- Mi7 Che tristezza una vedova e un'orfana sole La- Fa Si Mi7 un mio amico di scuola morì senza prole La- Fa Sol7Do Mi7 ma lasciando una vedova assai seducente La- Re- Mi7 Volli rendere visita alla disperata La- Fa Si7 Mi7 e non sapendo come finir la serata La- Si7 Mi7 La- le tenni compagnia nella camera ardente Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!
- See more at: http://georgesbrassens.ildeposito.org/traduzioni/lo-sculaccione#sthash.SORPv67G.dpuf

Lo sculaccione

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La fessée
La- Re- Mi7 Che tristezza una vedova e un'orfana sole La- Fa Si Mi7 un mio amico di scuola morì senza prole La- Fa Sol7Do Mi7 ma lasciando una vedova assai seducente La- Re- Mi7 Volli rendere visita alla disperata La- Fa Si7 Mi7 e non sapendo come finir la serata La- Si7 Mi7 La- le tenni compagnia nella camera ardente Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!
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ASSUMA LA POSIZIONE




La sculacciata erotica, nella pittura dell’800 

  Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, assistiamo al moltiplicarsi,  all’interno delle tavole dei dipinti di arte erotica, della sculacciata. Sopraffazione e sottomissione, ricordi di antiche punizioni corporali – legate a un’educazione punitiva – ammissione di essere in una condizione pre-erotica che va al tempo stesso punita e portata a termine nel disdicevole e nel peccato, coscienza dell’imminente liberazione di pulsioni proibite costituiscono i complessi rinvii di una pratica che oggi  non alligna più come un tempo, in modo ossessivo, nel rapporto tra educazione repressiva e spudoratezza nell’esercizio della sessualità, ma che trova uno spazio diverso, come esplorazione delle diverse integrazioni tra corpi. Anche Balthus (qui sotto) ha prodotto un dipinto, La lezione di chitarra, in cui la lotta tra la ragazza e l’insegnante, contiene tutti gli elementi di contrasto, ma al tempo stesso di violenta sensualità, che si instauravano tra adulti e ragazzi, nel momento della ribellione e delle punizioni corporali ad essa collegati, che tendevano a fissare alcuni fondamenti nell’ambito della sessualità infantile, prepuberale o puberale.


Le punizioni corporali, per evitare che esse potessero infliggere danni molto seri ai bambini, tra Ottocento maturo e Novecento si praticavano soprattutto a livello delle natiche. La punizione materna e paterna più affettuosa si svolgeva a mani nude, mentre nei casi in cui si volesse aumentare la pena e, al tempo stesso, eliminare un contatto equivocabile con il corpo del bambino o della bambina, si usavano ramoscelli o cinghie dei pantaloni.
Oggi, evidentemente, il cosiddetto spanking, rientra più nelle varietà offerte nell’ambito di un rapporto  sado-maso, nella connotazione del dolore e della sottomissione, ma forse non conosce le sfumature di tipo culturale – intense nell’ambito della cultura materiale dell’atto educativo – che avevano caratterizzato la pratica erotica dello sculacciata nelle generazioni precedenti. prima che anche questa punizione fosse ufficialmente bandita e considerata deleteria sotto il profilo pedagogico.



 Nell’ambito iconografico assistiamo molto spesso all’intensificarsi dell’apparire di scene a mani nude o con minuscoli frustini vegetali, che sembrano precedere il rapporto sessuale vero e proprio, in cui è il maschio (che rappresenta la figura autoritaria, fortemente attiva sessualmente) a picchiare la propria donna.




fesée Fouet


Ovviamente lungi da me istigare ogni forma di violenza, qui si tratta solo di pratiche tra persone consenzienti, dove accentuano il desiderio e la passione con forme più o meno condivisibili.
Ognuno è libero di scegliere il proprio piacere o il proprio dolore e non sta a me giudicarli.



Lo sculaccione

Autore: 
Lingua: 
italiano
Originale: 
La fessée
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Lo sculaccione

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La fessée
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Georges Brassens è stato un famoso cantautore, poeta e scrittore francese anarchico e ribelle.

E' un piacere sia leggerne i versi  ironici che ascoltare la sua interpretazione e qui sotto trovate la traduzione della sua canzone "La Feessée" (la sculacciata) per una maggior comprensione del testo.


La- Re- Mi7 Che tristezza una vedova e un'orfana sole La- Fa Si Mi7 un mio amico di scuola morì senza prole La- Fa Sol7Do Mi7 ma lasciando una vedova assai seducente La- Re- Mi7 Volli rendere visita alla disperata La- Fa Si7 Mi7 e non sapendo come finir la serata La- Si7 Mi7 La- le tenni compagnia nella camera ardente Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!
- See more at: http://georgesbrassens.ildeposito.org/traduzioni/lo-sculaccione#sthash.SORPv67G.dpufLa Fessèe (lo sculaccione) di Georges Brassens- cantautore, poeta ed attoreChe tristezza una vedova e un'orfana di un mio amico di scuola morì senza prole ma lasciando una vedova assai seducente.

Volli rendere visita alla disperata e non sapendo come finir la serata, le tenni compagnia nella camera ardente.  Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale. Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale. La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!







Lo sculaccione

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Originale: 
La fessée
La- Re- Mi7 Che tristezza una vedova e un'orfana sole La- Fa Si Mi7 un mio amico di scuola morì senza prole La- Fa Sol7Do Mi7 ma lasciando una vedova assai seducente La- Re- Mi7 Volli rendere visita alla disperata La- Fa Si7 Mi7 e non sapendo come finir la serata La- Si7 Mi7 La- le tenni compagnia nella camera ardente Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!
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Ringrazio Luis Quiles per avermi gentilmente concesso di poter pubblicare qui nel blog le sue dissacranti e geniali illustrazioni tratte dal libro Revolutionary road - 001 EDIZIONI e che ho avuto l'onore di conoscere a settembre al Treviso Comic Book Festival. Un grazie ad Antonio Scuzzarella perchè lui sà.
A Max di Torino per le indicazioni cinematografiche e a Claudia perchè lei è la mia più grande sostenitrice e in questo caso anche citazionista di classe.



Spanking Vintage



Lo sculaccione

Autore: 
Lingua: 
italiano
Originale: 
La fessée
La- Re- Mi7 Che tristezza una vedova e un'orfana sole La- Fa Si Mi7 un mio amico di scuola morì senza prole La- Fa Sol7Do Mi7 ma lasciando una vedova assai seducente La- Re- Mi7 Volli rendere visita alla disperata La- Fa Si7 Mi7 e non sapendo come finir la serata La- Si7 Mi7 La- le tenni compagnia nella camera ardente Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!
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Lo sculaccione

Autore: 
Lingua: 
italiano
Originale: 
La fessée
La- Re- Mi7 Che tristezza una vedova e un'orfana sole La- Fa Si Mi7 un mio amico di scuola morì senza prole La- Fa Sol7Do Mi7 ma lasciando una vedova assai seducente La- Re- Mi7 Volli rendere visita alla disperata La- Fa Si7 Mi7 e non sapendo come finir la serata La- Si7 Mi7 La- le tenni compagnia nella camera ardente Per placare il dolore della poveretta mi son messo a contarle qualche barzelletta ogni metodo è buono a tener su il morale Dopo qualche facezia e un poco di ciancia già la vedova stava a tenersi la pancia e l'ambiente divenne un po' meno ufficiale La mia pipa mi usciva dalle cuciture lei la vede e mi disse "La carichi pure, non si senta inibito da impegni morali. Mio marito che odiava il tabacco da vivo oramai non può più ritenerlo nocivo... Dove cavolo ho messo le mie nazionali!" Verso l'una di notte con gesto squisito domandò se per caso c'avessi appetito "Non bisogna - mi disse con grande cautela - che il dolore ci porti alla disperazione. Non le andrebbe di mandar giù qualche boccone?" E facemmo un pranzetto a lume di candela. "Si direbbe che dorma anzi che essere morto e non è certo lui che mi darebbe torto se annegassi il dolore in un po' di spumante!". Quando fummo arrivati alla terza bottiglia si scatenò d'un colpo un gran bel parapiglia nel suo spirito affranto e non più vigilante. "Questa vita con noi si comporta a casaccio!" mi sospirò la bella, sedendosi in braccio e baciandomi poi con fare repentino "Era un falso timore - squittì - meno male che 'sti vostri bei baffi a forma di grembiale nascondessero forse un labbro leporino". "Un grembiale i miei baffi": questo paragone meritava, è ben logico, un gran sculaccione. Le scoprii quella parte che mai non si dice, ben cosciente di compiere un alto dovere, ma chiudendo la palpebre per non vedere, la picchiai con la mia mano vendicatrice. "Ahi, lei mi ha rotto in due il fondo della schiena!" lei gridò, e sul momento provai grande pena per paura d'esser stato troppo brutale. Ma più tardi mi accorsi, e ne fui ben contento, che questa condizione durava da tempo. Che bugiarda lo spacco era ben naturale! Ed il secondo colpo fu meno violento, non aveva più forza, non più sentimento e allorchè lei mi disse con grande finezza "Certo avrete notato che c'ho un bel sedere!" La mia mano ricadde senza più potere, e così il terzo colpo fu una carezza!
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